Letteratura Antignostica del II secolo
Gnosticismo: è una tendenza religiosa del II secolo e vale la pena ribadire che esso non nasce come degenerazione interna del Cristianesimo. Deriva piuttosto da religioni misteriche, magico-astrologiche dell’Oriente, dalla qabbalah e dalle filosofie ellenistiche. Un’importante distinzione da mettere in evidenza può essere questa:
• Esiste una Gnosi Volgare (Carpocrate, Menandro, sette ofite con il culto del serpente, perati e cainiti) in cui prevale l’alternarsi di elementi magici e astrologici del tipo iranico-babilonesi. • Esite una Gnosi Dotta che nasce ad Alessandria. Suscitò il timore di Ireneo e Tertulliano. I capisaldi della Gnosi Dotta sono: 1. La Conoscenza: che è per i soli eletti detti pneumatici (che si distinguono dagli psichici e dagli ilici) i quali raggiungono la redenzione e la salvezza. 2. Radicale Distinzione tra Anima e Corpo: paradossalmente ha portato a due effetti divergenti. Da una parte l’ascesi totale di alcuni, dall’altra puro libertinaggio per altri. 3. Eone Perfetto: l’Eone perfetto è Dio, dal quale si sono emanati Eoni Inferiori. 4. Il pleroma: è formato da tutti gli Eoni Inferiori. Nell’uomo c’è una scintilla del divino e per salvarla Dio manda Gesù la cui incarnazione e morte sono solo simbolici. Gli iniziati possono risalire al pleroma.
Scritti Antignostici: la maggior parte degli scritti antignostici del II secolo sono andati perduti. Si salvano pochi frammenti delle opere di Tertulliano, di Ireneo e di Clemente di Alessandria. I loro obiettivi si possono sintetizzare così: 1. Assicurare le fonti della Rivelazione Cristiana 2. Dimostrare l’autorità della Chiesa per la Successione Apostolica dei Vescovi e per la Tradizione Tuttavia come letteratura antignostica del II secolo si suole trattare quasi sempre il più importante cioè Ireneo di Lione
Ireneo di Lione † 202(?)
Vita: Possiamo considerarlo il padre della dogmatica cattolica. In gioventù fu discepolo di Policarpo, quindi si pensa che Ireneo sia oriundo di Smirne o dintorni. Nel 170 circa era prete a Lione e incontrerà papa Eleuterio per sapere di più sui montanisti. Nel 177/78 muore il suo vescovo a Lione e lui lo sostituisce. Come vescovo, combatte tutta la sua vita la falsa gnosi. Sappiamo anche che mediò la pace nella controversia sulla Pasqua quando papa Vittore I lanciava la scomunica contro le Chiese dell’Asia Minore. Del resto della sua vita non sappiamo più nulla.
Opere: di molte opere scritte in greco ce ne rimangono solo 2; d’altre opere possediamo solo frammenti di due lettere a papa Vittore e un altro sul fatto che Dio non è l’autore dei mali.
• Adversus Haereses: un amico di Ireneo voleva sapere di più sullo gnosticismo di Valentino. Ireneo lo accontenta e parte dallo gnosticismo di Simon Mago per passare poi a Basilide, quindi a Marcione per arrivare infine a Valentino. Espone la dottrina della Chiesa e si oppone agli gnostici con vari elementi: la ragione, la Tradizione e l’Insegnamento degli Apostoli. Parlando dei Novissimi, forse, si rivela millenarista. • Dimostrazione della Predicazione Apostolica: fu sempre un’opera ignorata. Poi quando nel 1904 fu scoperta ci si adoperò subito per la pubblicazione nel 1907. È un’opera a carattere catechetico-apologetico. L’opera è composta da 2 parti: 1. Teologica (tratta della Monarchia, della Trinità, del Battesimo) 2. Cristologica (tratta dei titoli di Gesù, del Regno, poi attesta il N.T. sulle profezie dell’A.T.)
Il contenuto dottrinale che scaturisce dagli scritti di Ireneo è ampio e vario. Si spazia bene dal “principio” della Tradizione, alla cristologia alla mariologia, dal concetto di ricapitulatio all’eucaristia alla canonicità dei Vangeli.
Contenuto Dottrinale: • Nel 3° libro dell’Adversus Haereses sviluppa il principio della Tradizione (conosciuto ed enunciato già da Egesippo) secondo cui la fonte della fede è la Dottrina trasmessa dagli Apostoli, la Tradizione; l’esattezza della dottrina è da ricercarsi in quelle Chiese che fondate dagli Apostoli stessi possono dimostrare con una concatenazione, la successione a ritroso ininterrotta dei vescovi su su fino agli Apostoli; ciò è a garanzia della genuinità di una dottrina viva che nasce e si sviluppa sempre all’interno della Chiesa senza possibili contaminazioni. Ireneo dimostra il suo principio nominando solo la concatenazione dei vescovi di Roma, indicando questa Chiesa come la più antica perché fondata da Pietro e Paolo. Non si può certo dire che si tratti di una vera e propria manifestazione del primato romano, ma tuttavia è innegabile, come di consueto, che la Chiesa di Roma goda di una posizione di privilegio e di preminenza e funge per questo di esempio. • Ireneo è un teologo pratico, se così si può dire, in quanto per lui è più utile sapere poco piuttosto che bestemmiare Dio con false ipotesi, proprio lui che riscontra, erroneamente peraltro, il concetto di Trinità in Genesi • Cristo è diventato uomo affinché l’umanità fosse deificata e per essere deificata bisogna che sia redenta e per una redenzione reale è necessario un Uomo-Dio. Questo è il concetto della recapitulatio o ανακεφαλαιωσις (anakephalaiosis, ricapitolaizone). Proprio da qui scaturisce la contrapposizione tra le figure Cristo-Adamo e Maria-Eva (quest’ultima già vista in Giustino) • Attesta la dottrina cattolica attorno al peccato originale e per la prima volta si attesta il Pedobattesimo o Battesimo degli Infanti. • Quanto ai Vangeli, dichiara che il N.T. è prezioso come l’A.T. e che gli Apostoli hanno insegnato oralmente e il loro insegnamento è custodito dalla Chiesa che, però, al contrario dello gnosticismo, è aperta a tutti. Ireneo già dice pure di conoscere un ευαγγελιον (euanghelion, vangelo) • Per l’Eucaristia, Ireneo, si associa alla visione paolina, che è la partecipazione al corpo e al sangue di Cristo ed è anche il nuovo sacrificio • Se Ireneo sia millenarista o meno, ancora si discute. Anche perché non riferisce mai una data particolare, ma parla piuttosto del Regno del Figlio che sta per venire.
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