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La Nazareth dei Vangeli è storia, non favola.
Giovedì, 01 marzo @ 03:27:23 CET
Apologetica

Nel 1962 l'archeologo israeliano M. Avi Jonah con la sua scoperta dava prova storica che Nazareth esiteva già 300 anni prima di Cristo.

Nazaret (dove secondo gli evangelisti Gesù avrebbe vissuto i suoi anni oscuri prima di iniziare la predicazione) non è mai citata nell'Antico Testamento. E non è nominata neppure negli antichi commentari ebraici alla Scrittura. Una situazione sorprendente, visto che in quei libri troviamo traccia di borghi ben più insignificanti di quanto dovesse essere questa "patria" di Gesù.

Anche su Nazareth e sull'aggettivo Nazareno con cui Gesù è chiamato dagli evangelisti e si sono così scatenate le interpretazioni. Un mito, certamente; un nome simbolico per una città immaginaria.

Nel 1962, però, una èquipe di archeologi israeliani diretta dal prof. Avi Jonah dell'università di Gerusalemme, compì una campagna di scavi tra le rovine di Cesarea Marittima, sede estiva dei procuratori romani in Giudea.

Da quelle rovine gli archeologi estrassero una lapide in marmo grigio, di circa 15 centimetri per 12, con quattro righe di iscrizione in scrittura ebraica quadrata, sicuramente non posteriore al terzo secolo prima di Cristo. Su quell'antico marmo, inciso quindi almeno trecento anni prima di Gesù, una grossa sopresa: il nome di una località, quello di Nazareth.

Per la prima volta era raggiunta la sicurezza scientifica dell'esistenza della città ai tempi di Gesù. Nella fossa degli scavatori israeliani cadevano le innumerevoli teorie elaborate per spiegare le ragioni per cui i vangeli avrebbero inventato un posto chiamato Nazareth.

Spiace che, malgrado quel marmo di Cesarea sia esposto da anni al museo archeologico di Gerusalemme [attualmente, conservata in un Museo nei pressi di Cesarea di proprieta dell' Autorità Israeliana per le Antichità, nota di redazione-gesustorico.it], si susseguono ancora interpretazioni che lo ignorano. Un difetto d'informazione che dà un sapore quasi comico alle molte pagine sui "significati mitologici dei termini Nazareth e Nazareno" che ancora si pubblicano gabellandole per scientifiche.

"Vita di Gesù" di Marello Craveri [...]: "Secondo vari studiosi - informa Craveri - Nazareth non è mai esistita". Quindi, l'appellativo Nazareno dato a Gesù nel Nuovo Testamento sarebbe da "ricollegare al vocabolo aramaico Nazirà con cui a quei tempi erano chiamati coloro che avessero fatto voto, perenne o temporaneo, di castità edi obbedienza, tenendo la chioma intonsa per la durata del voto".

Oppure (informa ancora il volenteroso studioso) si deve cercare l'etimologia nel termine siriaco nasaya che significa "protetto da Dio". Oppure: l'appellativo deriverebbe da netser che significa "ramo, virgulto, rampollo". Quindi, il vangelo di Matteo in particolare avrebbe inventato una città di nome Nazareth per poter chiamare il suo eroe Nazareno e in tal modo dimostrare che si era verificata la profezia dell'Antico Testamento che dice: "Un ramo uscirà dal tronco di Jesse e un rampollo (netser) spunterà dalle sue radici".

Tutte interpretaizioni legittime, insiste Craveri, in quanto "non si hanno notizie precise circa l'esistenza di una località di nome Nazaeth ai tempi di Gesù".

Mentre si scrivevano queste righe, da 12 anni la lapide del III secolo a.C. con l'iscrizione Nazareth era esposta in una vetrinetta di un museo della Repubblica di Israele.



  

Tratto da:

Vittorio Messori, Ipotesi su Gesù, SEI, Torino 1976,  pp.231-232    - 


 
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