La Chiesa, Madre e Maestra, ci dà dei precetti per garantire ai fedeli il minimo indispensabile per quanto riguarda lo spirito di preghiera e l'impegno morale e ascetico. Noi dobbiamo ascoltarla perché Gesù ha detto ai suoi Apostoli e ai loro successori: “Chi ascolta voi ascolta me” (Lc 10, 16). I precetti della Chiesa ci prescrivono la partecipazione alla Messa nelle domeniche e nelle altre feste di precetto, la confessione almeno una volta all'anno e la comunione nel periodo pasquale, infine l'astinenza dalle carni al venerdì e il digiuno al mercoledì delle ceneri e al venerdì santo. Il digiuno prescritto dalla Chiesa consiste nel fare un solo pasto normale e ridurre gli altri due pasti al minimo indispensabile. Esso obbliga chi è maggiorenne e non ha ancora compiuto il 59° anno di età (mentre il precetto dell'astinenza obbliga chiunque abbia compiuto il 14° anno). In Italia è permesso sostituire l’astinenza delle carni con un’altra opera di penitenza, ma solo fuori del tempo di quaresima. Per loro natura i precetti della Chiesa obbligano gravemente, però la trasgressione del precetto dell'astinenza e del digiuno diventa grave solo quando è abituale e ripetuta. Chi osserva fedelmente tali precetti è compensato da un vivo sentimento di amore verso la Chiesa, sua Madre, per cui volentieri dedica ad essa il suo tempo e il suo impegno, e addirittura la sua vita a imitazione di Cristo Signore (Ef 5, 25 ).
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