Il quarto comandamento: "Onora il padre e la madre" ci ordina di rispettare, dopo Dio, i nostri genitori, e anche tutti coloro che Dio, per il nostro bene, ha rivestito di una qualche autorità. Il quarto comandamento si rivolge anzitutto ai figli, ma implicitamente riguarda chiunque è sottomesso a ogni legittima autorità. Inoltre esso implica e sottintende i doveri dei genitori, tutori, docenti, capi, magistrati, governanti e di tutti coloro che esercitano un'autorità su altri o su una comunità di persone. I figli devono esercitare nei riguardi dei genitori la virtù della pietà filiale, che comporta il rispetto, la riconoscenza, l'obbedienza e l'aiuto nelle necessità, soprattutto durante la vecchiaia. I genitori, dal canto loro, sono i primi responsabili dell'educazione dei loro figli alla fede, alla preghiera e a tutte le virtù. Essi hanno il dovere di provvedere, nella misura del possibile, ai bisogni materiali e spirituali dei loro figli. La famiglia è la società naturale in cui l'uomo e la donna sono chiamati al dono reciproco di sé nell'amore aperto alla vita. Essa è la cellula originaria della vita sociale. L'esempio più bello delle virtù familiari e domestiche lo troviamo nella Santa Famiglia di Nazaret, dove Gesù visse sottomesso a Maria Santissima e a S. Giuseppe fino a quando iniziò la sua missione pubblica annunziando il Regno di Dio. La società civile è l'unione di molte famiglie radunate sotto un'unica autorità al fine di conseguire con l'aiuto reciproco il proprio perfezionamento e il bene di tutta la comunità. L'autorità civile deve rispettare la famiglia come società naturale che precede la costituzione stessa dello Stato, per cui deve tutelarla e assicurare l'esercizio dei suoi diritti fondamentali. Tutti coloro che sono sottomessi all'autorità civile devono rispettarla e obbedire alle leggi che essa promulga. Qualora però tale autorità prescrivesse qualcosa di contrario all'ordine morale o all'insegnamento del Vangelo, il cittadino deve rifiutare l'obbedienza. I cittadini devono da parte loro contribuire a far sì che la società civile sia virtuosa, pacifica, ordinata e prospera, e ciò per il bene di tutti. Devono per esempio pagare le tasse prescritte. Se obiettivamente le considerassero ingiuste, si impegnino a pagare un poco di più di quanto in coscienza ritengono doveroso, e inoltre siano generosi con le istituzioni caritative. Chi osserva fedelmente il quarto comandamento gode di una particolare benedizione del Signore, che garantisce la concordia familiare e un amore premuroso e appagante. Possiede inoltre il pregio dell'ottimismo e della serenità interiore, che nascono dalla consapevolezza di collaborare attivamente alla costituzione del bene comune, che è il bene terreno “più grande e più divino” (S. Tommaso d'Aquino).
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